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23/05/2020 06:00:00

Coronavirus, ancora 130 le vittime in un giorno. Indice di contagio al minimo dall'inizio epidemia

 Sono 130 le vittime del coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia. In totale i morti salgono così a 32.616. Giovedì l'aumento era stato di 156 vittime. Sono 59.322 i malati di coronavirus in Italia, 1.638 meno di giovedì, quando il calo era stato di 1.792.

228.658 i contagiati totali, 652 più di ieri. Di questi, 86.384 sono in Lombardia, che ne fa registrare 293 più di ieri. Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. Ieri l'incremento nazionale era stato di 642.

Sono 595 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 45 meno di ieri. Di questi, 207 sono in Lombardia, 19 meno di ieri. I malati ricoverati con sintomi sono invece 8.957, con un calo di 312 rispetto a ieri, mentre quelli in isolamento domiciliare sono 49.770, con un calo di 1.281 rispetto a ieri. Sono saliti a 136.720 i guariti e i dimessi per il coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 2.160. Giovedì l'aumento era stato di 2.278.

Con 19028 tamponi eseguiti in Lombardia, in un giorno ci sono stati 293 nuovi positivi al Coronavirus. L'assessore al Welfare Giulio Gallera lo ha detto in diretta Facebook. A questo punto, dunque, il Covid ha contagiato 86.384 persone. Sono in diminuzione il numero dei ricoverati in terapia intensiva di poco superiori ai 200, ovvero 207, 19 in meno, e lo stesso i ricoverati negli altri reparti 4028, 91 meno di ieri. I decessi sono stati 57, con un totale arrivato a 15.784. "Abbiamo concluso lo screening nelle Rsa, dove sono stati fatti tamponi a tutti gli ospiti", ha detto l'assessore al welfare della regione Lombardia spiegando che sono stati fatti 57mila tamponi compresi quelli di controllo. Dai risultati è emerso che "ci sono circa un 30% di positivi all'interno delle Rsa e tutti sono stati collocati in aree separate e curati in maniera puntuale".

L'indice di contagio RT sotto valore 1 - C'è una grande oscillazione dell'indice Rt di contagio sul territorio. Ma Rt non è una pagella ma uno strumento dinamico che ci aiuta a capire cosa succede e va letto con altri dati, ha spiegato ancora Brusaferro. L'indice di contagio Rt è segnalato sotto il valore 1 in tutte le regioni italiane tranne in Val d'Aosta, dove si registra un valore pari a 1.06. Il dato emerge dal report settimanale del monitoraggio sulla fase 2, illustrato durante la conferenza stampa all'Istituto superiore di sanita. Per la Val d'Aosta si considera l'indice una oscillazione momentanea mentre la Lombardia e' in decremento.

L'indice Rt della Lombardia è passato da 0,62 a 0,51 quindi è passato "da moderato a basso". L'assessore al Welfare della Lombardia lo ha spiegato in diretta Facebook aggiungendo che è un dato più basso di quello di altre regioni come Veneto che è a 0,56, Abruzzo (0,89), Lazio (0,71) o Toscana (0,59). L'istituto superiore "ha sottolineato l'efficacia messa in campo dalla Regione Lombardia". "In tutte le regioni i casi sono in decremento ma rimangano le differenze tra le regioni che dividono sostanzialmente in tre aree il paese. Anche in Lombardia c'è un decremento giornaliero dei casi". Lo ha detto il Presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa settimanale all'Iss sull'andamento dell'epidemia di Covid-19. "La curva epidemica è stabile ed in calo. Ora tanto più andremo verso un numero di casi limitato tanto più il sistema sarà sensibile per individuare subito i casi. Sta crescendo la quota degli asintomatici".

Italia a più velocità - "L'Italia è a più velocità ma non abbiamo segnali di sovraccarico dei servizi ospedalieri, sia per quanto riguarda le terapia intensive sia per quanto riguarda i reparti. L'obiettivo è evitare la ripartenza di curve epidemiche sapendo che ci potranno essere degli episodi di ricrescita dei casi nei territori". Oggi il virus ancora circola e non possiamo allentare le misure di protezione individuale, ha detto ancora il presidente dell'Iss. Tuttavia il piccolo picco in Molise e Umbria è rapidamente rientrato, ha concluso. Il sistema di monitoraggio non è un giudizio o un pagella per le regioni ma è uno strumento. I dati che oggi abbiamo sono dati buoni ma sono dati che ci danno la garanzia della capacità delle regioni di intervenire. In questo momento, ha detto Brusaferro, serve la collaborazione di tutti.

"Non possiamo escludere un incremento nelle prossime settimane - ha detto il presidente Silvio Brusaferro - ma non si tratta di una pagella settimanale delle regioni. Però possiamo incamminarci con fiducia sapendo che ci potranno essere momenti di incremento dei casi ma sapendo anche che abbiamo un sistema capace di intercettarli". La questione della "mobilità tra le Regioni va affrontata con un numero di nuovi casi ancora più ridotto rispetto a quello che abbiamo", ha detto il presidente dell'Iss. L'indice di contagi Rt invece "cambia su base settimanale e lo escluderei come criterio al riguardo per gli spostamenti. Ma sono importanti anche le modalità di movimento, cioè come ci si sposta", ha precisato.

"Mantenere costantemente alta l'attenzione di identificazione dei focolai anche durante il periodo estivo". In tal senso "globalmente mi sembra stia aumentando la resilienza da parte delle Regioni", ha aggiunto il neo direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza nella conferenza stampa Iss -. Rezza ha evidenziato che dalla fase 1 alla fase 2 importanti sono la responsabilità dei singoli e la responsabilità pubblica in grado di rilevare piccoli segnali d'allarme. "I dati del monitoraggio sono al momento incoraggianti. Ci dicono che il Paese ha retto bene le prime aperture del 4 maggio. Ma guai a pensare che la partita sia vinta. Serve massima cautela. Basta poco per vanificare i sacrifici fatti finora", ha commentato il ministro della Salute Roberto Speranza.

Esami scuola guida riprendono dal 3 giugno nelle motorizzazioni - Ricominciano dal prossimo 3 giugno, dopo lo stop per l'emergenza Covid, i primi esami di teoria per l'ottenimento di patenti di guida all'interno delle Motorizzazioni. E' quanto emerso dall'incontro a Roma tra il capo dipartimento del ministero dei Trasporti, Speranzina De Matteo, e le associazioni dei titolari delle autoscuole e delle scuole nautiche. Gli esami teorici, a cui seguiranno dopo qualche giorno quelli di pratica, riprenderanno in sicurezza in tutta Italia, salvo in quelle regioni che dovessero registrare ancora alti rischi di contagio. Al momento resta bloccato lo svolgimento degli esami nelle sedi delle scuole guida, così come richiesto da 'Confarca', la confederazione che rappresenta le autoscuole italiane, la quale oggi ha organizzato una serie di proteste che si sono svolte in alcune città, tra cui Roma, Bologna e Napoli. "Siamo comunque soddisfatti - spiega Confarca - perché le nostre istanze sono state portate al ministro, ma auspichiamo che gli esami si possano svolgere al più presto nelle sedi delle autoscuole. E' un problema che riguarda innanzitutto i disagi per tanti cittadini della provincia che sarebbero costretti a fare diversi chilometri per arrivare a fare i test all'interno delle motorizzazioni". Le associazioni dei titolari delle autoscuole e delle scuole nautiche ieri hanno protestato davanti alla sede della Motorizzazione civile a Roma, contro la decisione di fissare gli esami nelle sedi delle Motorizzazioni ed escludere quindi la possibilità di poterli espletare nelle sedi delle scuole guida. "Vogliamo esporre il nostro disappunto contro una decisione che rischia di prolungare ulteriormente i tempi per la ripartenza delle sedute d'esame", spiega 'Confarca', la confederazione che rappresenta le autoscuole italiane, che partecipa all'incontro nella sede del ministero.

Prezzi mascherine calmierati solo nella metà dei negozi - Mascherine chirurgiche a prezzo calmierato solo nel 45% dei punti vendita, guanti di lattice quasi introvabili con l'obbligo di indossarli nei negozi. Emerge dall'indagine del Centro Studi nazionale Ircaf realizzato in farmacie e supermercati di 20 città capoluogo di regione, che ha anche valutato la spesa di 75 euro al mese per ogni singolo nucleo familiare per l'acquisto delle protezioni. L'indagine poi ha rilevato che solo nel 61% dei punti vendita si trovano mascherine chirurgiche monouso o usa e getta: il 16% è messo in vendita al prezzo medio nazionale di 1,29 centesimi di euro (tre settimane fa alla prima Indagine nazionale era a 1,59 centesimi di euro), mentre il 45 % sono acquistabili al prezzo calmierato di 0.61 centesimi di euro. Mediamente, nel comparto farmacie le mascherine a prezzo controllato sono presenti nel 53% del campione, cioè in una su due, mentre si trovano solamente in un supermercato su tre, "segno che l'approvvigionamento attuale non soddisfa ancora pienamente la domanda crescente". Per quanto riguarda i guanti di lattice, si legge nel report, "il dato che emerge è sconfortante": solo nel 15% dei punti vendita sono reperibili (15 % farmacie e 12% supermercati). Il prezzo medio è di 0,57 euro al paio, ma l'analisi dei dati mostra forti differenze (0,89 euro nelle farmacie e 0,42 euro nei supermercati).