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22/05/2020 14:00:00

Storie di Noi, un video per ricordare le stragi del 92

 Storie di Noi è un progetto ideato da Beatrice Monroy, Giuseppe Provinzano e la compagnia Babel con la Fondazione Falcone e la collaborazione di Spazio Franco, con l’intento di porre la memoria al centro di un progetto educativo finalizzato a costruire coesione sociale .

Un progetto tra narrazioni dal carattere performativo ideato da Beatrice Monroy e Giuseppe Provinzano che si muove tra laboratori di approfondimento sulla mafia e gli immaginari sociali legati ad essa, laboratori di scrittura e narrazione, sino ad alla messa in scena di uno spettacolo inedito, che parte da un assunto: tutte le italiane e gli italiani si ricordano cosa stessero facendo nel momento in cui esplodevano le bombe, tutti ricordano le proprie emozioni. Tutti ricordano quei terribili giorni.

Storie di Noi é una drammaturgia composta dai ricordi personali raccolti da cittadini comuni legati ai 53 giorni che separano le 2 Grandi Stragi del 1992 in cui persero la vita I Giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e Francesca Morvillo, e I loro agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo, Vito Schifani, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina.

STORIE di NOI é il racconto degli episodi devastanti da cui nessun palermitano è più potuto tornare indietro, a partire dall‚Äče‚Äč loro personali‚Äč esperienz‚Äče‚Äč: una donna che allora era una giovane madre con dei bambini piccoli, un uomo che allora era un bambino, uomini e donne che decisero di scendere in strada, come forma di resistenza, istintiva ma non priva di paura.

Storie nostre, storie comuni, storie che hanno attraversato le‚Äč ‚Äčcarni, storie di palermitani qualunque raccolte per trasmettere e restituire quelle emozioni non dette e cancellate.‚Äč ‚ÄčUn modo per affrontare il passato per rinarrarlo. Ri-conoscere le nostre storie. Rafforzare la memoria collettiva attraverso il recupero di memorie personali.

In occasione delle celebrazioni del 23 maggio nel 2019 é stato presentato alle scuole superiori coinvolte un primissimo studio dello spettacolo: Storie di Noi _Prime Frattaglie. Lo spettacolo nella sua forma definitiva, avrebbe debuttato nel 2020, con la regia di Giuseppe Provinzano, con l'ambizione di intraprendere un percorso ( tra recite e attività laboratoriali ) che lo avrebbe portato in giro per l’Italia sino al 30nale delle Stragi.

La chiusura e la sospensione di tutte le attività teatrali a causa del Covid-19 hanno rinviato ogni possibile allestimento e debutto ma non hanno fermato la voglia di raccontare queste storie al pubblico più giovane a cui sono rivolte.

Beatrice Monroy e Giuseppe Provinzano hanno selezionato alcune delle storie che ne compongono il testo e hanno coinvolto alcuni importanti interpreti del teatro e del cinema siciliano nella realizzazione di clip home made: Dario Aita, Emmanuele Aita, Ninni Bruschetta, Filippo Luna, Lucia Sardo e Manuela Ventura hanno realizzato in casa le loro performances, montate poi dal videomaker Giuseppe Galante.

Note di regia
Sin dalla sua ideazione i due autori hanno deciso di incontrarsi su un terreno comune a partire dal valore simbolico delle proprie esperienze: una donna che nel 1992 era una giovane madre e che sin da primissimi istanti ha vissuto le esperienze di resistenza della società civile e un giovane uomo che nel 1992 era un bambino residente nella periferia palermitana in cui era dominante la Mafia e che ha vissuto diversamente l’impatto delle Grandi Stragi. Da questi due punti di vista differenti punti di vista a macchia d’olio, i 2 autori ne hanno raccolti e immaginati diversi per restituire quel carico emotive delle nostre esistenze personali alla Grande Memoria collettiva.

La scelta degli attori in questa differente declinazione non é avvenuta per caso: Emmanuele Aita e Dario Aita interpretano quella nuova generazione di uomini che nel 1992 erano poco più che bambini e che ricordano attraverso il metaforico parallelo di una partita di calcio condominiale che impatto ha avuto la notizia della Strage di Capani nei bambini dei quartieri.

Lucia Sardo e Manuela Ventura interpretano le 2 facce della stessa donna che nel 1992, affaccendata nelle sue mansioni domestiche, fece cadere i piatti per terra e si fece prendere da un pesante sconforto non appena appresa la notizia.

Filippo Luna e Ninni Bruschetta interpretano invece i sentimenti di coloro i quali un mese dopo la Strage di Capaci, il 23 giugno 1992 furono protagonisti della catena umana che legò simbolicamente il Tribunale di Palermo con la casa di Giovanni Falcone, facendo diventare quella Magnolia per la prima volta simbolo della Resistenza.

Insieme i 6 attori e I 2 autori ci ricorderanno poi, in un quarto video, chi siamo Noi:

(dal testo)
“(..) Noi chi? Noi, che siamo scesi per le strade. Noi, che eravamo troppo piccoli per capire quello che stava succedendo. Noi, che abbiamo sentito scoppiare la bomba mentre i vetri delle finestre s’infrangevano. Noi, che vivevamo in quella parte di Palermo in cui qualcuno, dopo le bombe, festeggiava.
Noi che con i Mafiosi dividevamo pezzi di città senza saperlo (..)”

Storie di Noi – 2020 é un modo per tenere vivo il progetto, per condividere le storie, per ascoltarle e sperimentarle attraverso l’uso del linguaggio audiovisivo. Darne testimonianza permettendo loro di raggiungere un pubblico più ampio, che ascolterà le storie di noi e che sicuramente ricorderà cosa stesse facendo in quei giorni.

Le clip saranno pubblicate dalla Fondazione Falcone nella sua pagina Facebook e in quella di “PalermoChiamaItalia” che nelle ultime settimane hanno ricevuto più di 3 milioni di visualizzazioni e interazioni dei propri contenuti. Alcuni frammenti delle suddette clip andranno in onda su RaiUno all’interno della programmazione dedicate alle Manifestazioni del 23 maggio, nella trasmissione “Italia Si”

Inoltre la Fondazione Falcone ha voluto produrre una clip speciale: l’attore Alessio Barone la lettura del discorso di Paolo Borsellino all’Atrio della Biblioteca Comunale di Palermo il 23 giugno 1992.

NB. In questo periodo cosí delicato per le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo che ancora vivono nella totale incertezza rispetto alla ripresa del loro lavoro, si è deciso di riconoscere a loro un compenso per la prestazione professionale svolta. Un segno semplice ma dal forte impatto etico perché, come diceva Giovanni Falcone, “l’importante é che ognuno faccia il proprio dovere”.