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11/02/2019 12:26:00

In manette per frode imprenditore agrumicolo di Barcellona Pozzo di Gotto

La guardia di finanza di Messina ha scoperto un giro di fatture false per oltre 20 milioni di euro e l'indebita percezione di un finanziamento europeo di circa 5 milioni.

La Guardia di finanza di Messina ha scoperto un giro di fatture false a Barcellona Pozzo di Gotto per oltre 20 milioni di euro e l'indebita percezione di un finanziamento europeo. Al termine di indagini dirette dalla procura di Barcellona, le fiamme gialle hanno arrestato Salvatore Imbesi, 58 anni, imprenditore barcellonese operante nel settore agrumicolo e titolare della Agrumi-Gel srl. Imbesi è anche consigliere comunale di maggioranza. Nell'operazione, denominata "Succhi d'oro", le fiamme gialle hanno sequestrato beni per circa dieci milioni di euro riconducibili a tre persone indagate e alla società coinvolta nella frode. Le indagini hanno scoperto un complesso sistema di fatture false - realizzato soprattutto attraverso due società, la Agrumi-Gel e un’altra operante nel settore edile, entrambe riconducibili allo stesso rappresentante legale, ovvero Salvatore Imbesi - finalizzato sia all'evasione fiscale sia all'ottenimento di un finanziamento comunitario per un importo complessivo di circa cinque milioni euro. I sigilli sono stati posti su quote sociali, conti correnti, disponibilità finanziarie e immobiliari. I reati ipotizzati sono truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, riciclaggio, emissione edutilizzo di fatture per operazioni inesistenti e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Secondo la ricostruzione dei finanzieri, al fine di percepire indebitamente il contributo Ue, le due società hanno documentato una serie di rapporti commerciali utilizzando fatture per operazioni inesistenti e fornito una falsa rappresentazione degli investimenti riguardanti l’ampliamento e l’ammodernamento di un impianto di trasformazione degli agrumi. Inoltre, per evadere il fisco, le due aziende hanno simulato rapporti commerciali fittizi riguardanti la compravendita di agrumi, documentati attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture relative a operazioni inesistenti.

Le indagini finanziarie svolte sui conti correnti bancari degli indagati e delle società coinvolte hanno consentito - si legge in una nota delle fiamme gialle - di accertare l’ipotesi del reato di riciclaggio in capo al figlio di Imbesi, socio unico di una delle società coinvolte.